Curriculum Vitae di Andrea Pierazzini
 

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Nome e Cognome: Andrea Pierazzini
nato a : Pisa il 31/07/1968
Residenza: Pisa

Formazione

  • Diploma di Laurea: in Scienze Geologiche, conseguito presso l'Università degli Studi di Pisa il 26 Aprile 1996, votazione 107/110.
  • Indirizzo di Laurea: Geologia Applicata, Idrogeologia
  • Titolo della Tesi: "Studio idrogeologico ed idrodinamico del bacino del Torrente Pavone: Aspetti idrochimici." Relatore Dott. Roberto Spandre, correlatore Dott. Anna Salutini.(vedi sunto allegato)
  • Lingue straniere: Inglese (Buono); Francese (elementare)
  • Conoscenze informatiche: buona conoscenza dei sistemi operativi Dos e Windows, programmi del gruppo MSOffice, programmi grafici anche per fini cartografici (Surfer, Photoshop, CorelDraw, Micrografx Graphic Suite, Autocad, Microstation), Sistemi Informativi Territoriali (GIS) : Programma GE.NE.SYS. (sviluppato dalla GEOPROGETTI Informatica, Grosseto).
    Conoscenza elementare del S.O. Linux.
  • In possesso di buona conoscenza nel campo delle reti locali (LAN)


Attività Professionale ed Esperienze

La mia formazione professionale deriva da collaborazioni con l'università e studi professionali. In particolare il periodo dal 1996 al 1998, trascorso presso un'importante studio professionale di Pisa, ha contribuito a sviluppare e migliorare le mie capacità e conoscienze. Un ruolo importante nella mia formazione lo hanno avuto i Sistemi Informativi Territoriali, ho infatti avuto modo di lavorare alla redazione del Piano Regionale delle Attività Estrattive, archiviando i dati tramite un SIT del quale ho realizzato la struttura, l'archiviazione, la presentazione e la stampa dei dati. Sempre con lo stesso studio ho partecipato allo studio per il potenziamento dell'acquedotto di Volterra, durante il quale sono state svolte numerose campagne di indagine geoelettrica per la ricerca di acquiferi. Dal 1998, fino al 2001 ho svolto la libera professione come geologo. In questo periodo ho avuto modo di continuare le mie esperienze nel campo dei metodi geofisici di indagine geologica, con particolare riguardo alla tecnica georadar per la ricerca dei sottoservizi stradali. La tecnica georadar e' stata utilizzata con soddisfazione come mezzo di indagine non invasiva per il riconoscimento di strutture sepolte e soprattuto per la ricerca delle tubazioni e servizi sotto il livello stradale. In questo campo ho svolto, tra il 1999 e il 2000, numerose campagne di indagine in Liguria, in Toscana e Lombardia, si e' trattato di lavori commissionati da vari Carrier nazionali, tutti finalizzati alla posa di tubazioni per fibra ottica. Infine, per circa 6 mesi da aprile 2000, ho collaborato con una societa' di telecomunicazioni e Internet Services, nell'ambito del progetto di sviluppo della rete di connettivita' wireless a grande distanza, avendo modo di sperimentare sistemi di trasmissione dati via radio, dalla progettazione alla realizzazione e alla relativa gestione e manutenzione. Attualmente sono impiegato presso una societa' di Servizi in qualita' di responsabile del settore reti telematiche e manutenzioni.




Riassunto della Tesi di Laurea

L'area di studio è il bacino del Torrente Pavone, situato all'interno dell'area del campo geotermico di Larderello (Toscana Meridionale, Italia). Gli scopi del lavoro erano quelli di determinare le caratteristiche chimiche delle acque (tenendo conto dei requisiti di legge previsti dal D.P.R. 236/88) e le caratteristiche degli acquiferi presenti nel bacino. È stata quindi realizzata una indagine idrogeologica completa del bacino, prestando particolare attenzione all'inquinamento da arsenico rilevato nelle acque e allo sfruttamento delle sorgenti per l'approvigionamento degli acquedotti. Il lavoro di campagna è durato dal giugno 1994 al marzo 1995, durante questo periodo sono stati eseguiti censimento , campionamento e analisi chimica delle sorgenti nel bacino (le schede realizzate per il censimento, 177 sorgenti, sono state raccolte in un volume). A queste analisi si sono aggiunti studi sul terreno volti a definire lo stato di fratturazione degli acquiferi attraverso uno studio di tipo statistico legato all'analisi della deformazione fragile nelle rocce. È stato così possibile ricostruire uno schema generale di circolazione. Le informazioni raccolte hanno portato a formulare delle ipotesi sui meccanismi di arricchimento di arsenico nelle acque naturali. È ovvio che l'arsenico provenga dal campo geotermico, ma le elevate concentrazioni riscontrate nelle acque sorgive sono risultate superiori ai contenuti misurati nei fluidi geotermici e questo fatto lascia ipotizzare che l'arricchimento di arsenico nelle acque avvenga per lisciviazione di depositi di tipo epitermale antichi. Anche l'analisi della deformazione fragile ha permesso di correlare alcuni allineamenti di manifestazioni geotermiche con allineamenti di fratturazione e allineamenti di sorgenti altamente inquinate. La seconda parte del lavoro prevedeva la determinazione di nuovi siti di approvvigionamento idrico. Questo è stato fatto unendo ai dati chimici e di fratturazione anche i dati relativi al bilancio idrologico del bacino, così da ottenere un quadro delle zone dove la quantità e qualità delle acque fosse adatta all'uso richiesto. In due aree a sudest del bacino sono stati eseguiti studi di dettaglio, comprendenti sondaggi penetrometrici (con penetrometro leggero) per lo studio di fattibilità dell'opera di presa. Durante il lavoro è stato anche possibile:
  • Eseguire lo studio di fattibilità di un pozzo per acqua e seguirne la realizzazione
  • Effettuare uno studio per il miglioramento di alcune captazioni esistenti


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